I VINCITORI DELLA II EDIZIONE DEL DOC/IT PROFESSIONAL AWARD

“EL SICARIO ROOM 164” DI GIANFRANCO ROSI VINCE IL DOC/IT PROFESSIONAL AWARD 2011
ASSEGNATI ANCHE I PREMI AAMOD, FAKE#FACTORY, AMG INTERNATIONAL, AUGUSTUSCOLOR E UCCA PER UN MONTEPREMI DEL VALORE COMPLESSIVO DI OLTRE 14.000 €

Roma 18 dicembre 2011 – Sono stati aggiudicati ieri sera in una cerimonia di premiazione tenutasi alla Casa del Cinema di Roma, i premi della seconda edizione del DOC/it Professional Award.

Cinque i documentari in concorso per un montepremi del valore complessivo di oltre 14.000 € . El sicario – Room 164 (2010, Gianfranco Rosi, Cielo senza terra (2010, Giovanni Maderna e Sara Pozzoli), This is my land… Hebron (2010, Giulia Amati e Stephen Natanson), Left by the ship (2010, Emma Rossi Landi, Alberto Vendemmiati), Il castello (2011, Massimo DʼAnolfi e Martina Parenti).

El Sicario room 164 di Gianfranco Rosi vince il DOC/IT Professional Award 2011 aggiudicandosi un premio di 3.000€ e aggiungendolo agli altri già vinti e ai ben 43 festival in cui ha partecipato.

Girato nella stanza di un motel, è la storia di uno spietato sicario messicano, autore di rapimenti ed omicidi in venti anni trascorsi al servizio dei narcos. Ha ucciso centinaia di persone, è esperto in torture, ha lavorato per molti anni come comandante della polizia statale del Chihuahua ed è stato perfino addestrato dall’FBI. Mai accusato di alcun crimine ora vive, libero ma con una taglia di 250.000 dollari sulla sua testa, dopo aver tradito la fiducia del “clan”.
El Sicario Room 164 è prodotto da Les Films D’Ici, 21 One Productions, Robo Films in collaborazione con ARTE France e CNC ed è tratto dal saggio “The Sicario” di Charles Bowden, pubblicato nel 2009 su “Harper’s Magazine”.

Il Castello di Massimo D’Anolfi e Martina Parenti vince il premio AAMOD: 3 minuti di archivio per un valore complessivo di 5.250€.
Il documentario è stato selezionato in ben 18 festival ottenendo premi e riconoscimenti tra cui: lo Special Jury Prize International Feature a HotDocs (Toronto), Best Cinematography IDA Documentary Awards (Los Angeles) e lo Special Jury Prize al EBS International Documentary film festival (Korea) e ultimo in ordine cronologico il Premio Speciale della Giuria di Italiana.DOC al 29 Torino Film Festival e il Premio Avanti! Sempre al Torino Film Festival.
Il Castello racconta un anno nell’aeroporto intercontinentale di Malpensa, un luogo in cui la burocrazia, le procedure e il controllo mettono a dura prova la libertà degli individui, degli animali e delle merci che da lì transitano. L’aeroporto è un luogo strategico in cui si concentrano tutte le forze dell’ordine esistenti in un paese. Qui si sperimentano le nuove forme del controllo: un laboratorio permanente sulla sicurezza come nessun altro spazio pubblico riesce ad essere. Servizi Segreti italiani e stranieri, Polizia di Frontiera, Guardia di Finanza, Guardie giurate, cani anti droga anti valuta e anti esplosivo, telecamere ovunque e la paura sempre alimentata di un pericolo sconosciuto in arrivo. Osservando la vita dell’aeroporto in quattro momenti dell’anno sono delineati i tratti di una vera e propria frontiera.
Il Castello è prodotto dalla Montmorency Film in collaborazione con Rai Cinema.

Cielo senza terra di Giovanni Davide Maderna e Sara Pozzoli vince il premio FAKE #FACTORY: Servizi di produzione o coproduzione di un film documentario, per un valore di 2.500€.
Al centro del documentario un giovane padre e suo figlio di otto anni. I due camminano in montagna e il loro stare insieme di notte in tenda, di giorno all’aria aperta diventa occasioni di intimità e dialogo. Nelle loro parole il rapporto con la famiglia, l’amore, la città che il padre ha lasciato, la natura che li circonda. L’infanzia, il desiderio di conoscere e di crescere si confrontano con le inquietudini della vita adulta.. Mentre il cammino prosegue, tra incontri e scoperte possibili in una natura sempre più presente, padre e figlio si mettono in relazione con altre vicende che sembrano affiorare dal passato o riportarli repentinamente alla realtà quotidiana della città, laggiù in fondo alla pianura. Sullo sfondo la lotta degli operai della Innse di Milano e l’occupazione della fabbrica si affianca al racconto delle disavventure di Gianni Grandis, produttore musicale negli anni settanta. Un gioco di rimandi e di allusioni che parla ai bambini che eravamo, agli adulti che siamo, in un intreccio di storia individuale e storia collettiva.
Cielo senza terra è prodotto da Quarto Film.

This is my land… Hebron di Giulia Amati e Stephen Natanson vince il premio AMG INTERNATIONAL: ovvero i mezzi tecnici per le riprese di un film documentario, del valore di 2.000€.
This is my land Hebron vince anche il premio UCCA per la distribuzione del film nel circuito UCCA del valore di 1000 €.

il documentario è girato interamente a Hebron, un luogo conteso, dominato dall’odio e dalla violenza. Nel 1968, dopo la Guerra dei Sei Giorni e la schiacciante vittoria militare di Israele, un gruppo di 30 coloni israeliani decise di trasferirsi nella città per riprendere possesso di questa che considerano una parte importante della Terra Promessa. Considerata una città santa da ebrei, cristiani e mussulmani perché qui è sepolto Abramo, Hebron è l’unica città dei Territori Occupati ad avere una colonia israeliana nel cuore di una città palestinese. 600 coloni vivono protetti da 2000 soldati nel centro storico di una città di 160.000 palestinesi. Ad Hebron il conflitto ha preso la forma di una guerra tra vicini di casa dove l’obbiettivo è conquistare ogni giorno un metro in più di città, tenere il nemico sotto controllo o semplicemente resistere. Aggressioni e insulti fanno parte della vita quotidiana. Le donne, i bambini e l’esercito partecipano a questa guerra tra vicini. Il documentario – già finalista ai David di Donatello 2011, è un implacabile ritratto di una terra promessa e contesa da troppi…
This is my land… Hebron è prodotto da Blink Blink Productions.

Left by the ship di Emma Rossi Landi e Alberto Vendemmiati vince il premio AUGUSTUSCOLOR, ovvero lo sviluppo e telecinema per mt. 2.000 di neg. S16mm oppure per mt. 5.000 di neg.35mm, per un valore di 1.500€.

Left by the ship è stato selezionato in numerosi festival ottenendo premi e riconoscimenti. Il documentario è interamente girato nelle Filippine e ha come protagonisti quattro ragazzi Amerasiatici: Robert, Jr, Charlene e Margarita, figli di prostitute filippine e soldati americani, di stanza a Subic bay nelle Filippine, in quella che fu la più grande base navale americana al di fuori degli USA. Diciotto anni fa la base ha chiuso e migliaia di bambini Amerasiatici sono stati abbandonati al loro destino. A differenza degli Amerasiatici di altri paesi, i filippini non sono mai stati riconosciuti dal governo degli Stati Uniti. Oggi quei bambini sono cresciuti. Left by the Ship segue per due anni la vita di quattro di loro, che lottano tra insicurezza, discriminazione e problemi familiari per trovare un posto nel mondo in cui vivono.
Left by the ship è una co‐produzione VisitorQ, Raicinema e ITVS International in associazione con YLE Jenny Westergärd.

Le votazioni preliminari che hanno portato all’assegnazione dei premi hanno registrato un’eccezionale partecipazione da parte del mondo del documentario italiano: una Academy composta da più di 100 professionisti fra autori, produttori, direttori di festival, critici e tecnici, ha avuto modo di visionare i 26 titoli finalisti in streaming video e votarli on-line tramite la piattaforma www.italiandoc.it. Nel corso del mese dedicato alla votazione, sono stati registrati più di 1.700 visionamenti e i membri dell’Academy hanno espresso nel complesso 400 voti distribuiti tra tutte le opere in concorso.

Doc/it Professional Award è un progetto di Doc/it a cura di Christian Carmosino e Alessandro Rossi con il sostegno del Ministero per i Beni e le Attività Culturali, in collaborazione con Casa del Cinema, Zétema Progetto Cultura e Roma Lazio Film Commission. Il montepremi è sostenuto da: AAMOD, Fake#Factory, AMG, Augustuscolor, Ucca Partner: OntheDocks e Villa Matilde – Media Partner: Cinemaitaliano.info, Close-up

Doc/it è l’Associazione Documentaristi Italiani riconosciuta in Italia ed all’estero come l’ente di rappresentanza ufficiale dei produttori e degli autori del documentario italiano.
Sono attualmente associati a Doc/it circa 80 imprese e oltre 120 autori per un totale di 250 professionisti direttamente coinvolti nell’attività associativa e in costante relazione con un bacino di 3000 soggetti, tra operatori nel settore dell’audiovisivo e della comunicazione e rappresentanti di enti, istituzioni, università e luoghi di cultura. L’obiettivo di Doc/it, è promuovere il Cinema del Reale, sostenerne lo sviluppo e operare per la sua più ampia diffusione.

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